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OMAGGIO LETTERARIO... al BRASILE CALCISTICO


UN OMAGGIO letterario al BRASILE calcistico

 

Quasi una spy story questo romanzo che racconta le vicende di Sharon e Richard, due ragazzi che partono per l’Amazzonia brasiliana alla ricerca di Joe, fratello della ragazza, un medico missionario, di cui si sono perse le tracce.

In realtà, Richard è un agente del governo americano posto sulle tracce di un traffico di droga ed armi che ha la sua base nel pieno della giungla. Tra mille pericoli, avventure, rapimenti ed evasioni, i due ragazzi raggiungono i propri scopi e conosceranno (e faranno conoscere al lettore) un mondo straordinario, ancora incontaminato ma minacciato dalla civiltà dell’uomo bianco.

Incontreranno personaggi caratteristici come garimpeiros e seringueiros, macumbeire e sciamani, indios e trafficanti, “meninhos de rua” ed avventurieri, tutti protagonisti di spericolate avventure.

Richard dovrà affrontare situazioni rischiose e inaspettate, che supererà mettendo in pratica le proprie conoscenze fisiche, chimiche e di sopravvivenza.

E’ un romanzo che offre l’occasione per riflettere sulle problematiche importanti del nostro Pianeta, quali: droga, deforestazione, corsa agli armamenti e la conseguente progressiva distruzione del suo equilibrio ecologico.

 

 

 

 

 

 

OMAGGIO STORICO... ALLA GERMANIA CALCISTICA

Testo
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Un omaggio storico alla GERMANIA calcistica
Un omaggio storico alla GERMANIA calcistica

Omaggio storico alla GERMANIA  calcistica    -    HERMANN  l'eroe che sconfisse le Legioni Romane di Augusto

"Varo... Varo, rendimi le mie Legioni!"
Chi non ricorda il celebre lamento di Augusto mentre si aggirava  disperato per  le stanze del Palazzo.
Anno 9 d.C.
Hermann (Erminio), principe e condottiero  della tribù  dei Cherusci,  in Germania, ed ex-Prefetto di una coorte cherusca dell'esercito  romano, inferse a Roma una delle più gravi sconfitte della sua storia.
Nato nel  17 o 16  a.C. , Hermann era figlio di Segimero, Re dei Cherusci. 
Sotto Tiberio, nel 5 d.C. servì nell'esercito romano in Germania  e più tardi  come luogotenente dei reparti di Cavalleria   guidò truppe ausiliarie cherusce  in operazioni militari romane in  Pannonia.  Ciò gli valse la cittadinanza romana.    Attorno al 7/8 d.C.   Hermann tornò nella Germania settentrionale   dove i Romani avevano conquistato i territori compresi tra il fiume Reno ed Elba, posti sotto il  comando del Legato  Publio Quintilio Varo.

Hermann iniziò subito a complottare per impedire ai romani la realizzazione  dei loro progetti, riuscendo a  mantenere,  nel  contempo, l'incarico di ufficiale della Legione e la cittadinanza romana; inoltre,  godendo della piena fiducia del Legato, Quintilio Varo, che lo aveva promosso suo consigliere militare,  poté   manipolarlo nella conduzione della campagna militare.
Varo, infatti,  si fidava così ciecamente del principe cherusco, da non dare alcun peso  alle accuse di tradimento  mosse nei suoi confronti  dagli stessi romani.
Il venticinquenne Hermann, però, maestro d'inganno,  riuscì a stringere intorno a sé una coalizione contro Roma, formata da Cherusci, Marsi, Catti e Bructeri (più di 20 mila uomini)  ed  a preparare  un'imboscata in cui attirò  ed annientò le Legioni di Varo nella foresta di Teutoburgo, nei pressi della collina di Kalkriese, circa 20 chilometri a nord-est di Osnabrück.
Clades  Variana,  ossia "Disfatta di Varo", é il nome con cui si ricorda quella battaglia.    Anno 9 d.C.
Praticamente Arminio condusse personalmente le tre Legioni di Varo  dentro la trappola  da lui stesso  preparata:
forse un caso unico nella storia militare, quello del comando tattico di una battaglia  affidato  per entrambi gli schieramenti,  allo stesso comandante. 
I  legionari romani, infatti,   non furono  schierati in assetto  di combattimento, come avrebbero dovuto,  ma furono fatti proseguire all'interno di un territorio ostile in semplice assetto di marcia e carichi dell'equipaggiamento  e la   maggior  parte di essi  furono uccisi senza nemmeno potersi i difendere. 
Le Insegne Militari furono portate vie.

I Germani, riportano le cronache (dai racconti dei pochi  sopravvissuti) si abbandonarono ad atti di inaudita violenza ed atrocità. 
Varo si suicidò.

Roma, dopo ulteriori sette anni di guerra, rinunciò ad ogni tentativo di conquista della Germania,. Anche perché  lo sconcerto provocato  dal tradimento di un "cittadino romano" che si ostinava a difendere una cultura che i romani consideravano barbara ed inferiore, era davvero grande.

Dopo la disfatta di Teutoburgo, Hermann non cessò le otilità. Trascinò  nella lotta contro Roma molte tribù.  Costrinse anche Segeste, capo dei Catti a prendere le armi contro Cesare benché  i rapporti fra i due  fossero davvero pessimi: Hermann gli  aveva rapito la figlia Tusnelda, di cui era innamoratissimo, benché questa fosse già stata promessa ad un altro uomo. La ragazza, però ricambiava appassionatamente il sentimento di Hermann e condivideva anche il suo progetto di rivalsa contro Roma.

Nel 15 d.C.  Germanico riuscì a far prigioniero Segeste e sua figlia Tusnelda, incinta di Herman ed a condurli a Roma; Hermann e Tusnelda non si rividero mai più.

Anche Herman fu fatto prgioniero, quell'anno;  liberato dai suoi uomini, però, raggiunse  la foresta  di  Teutoburgo da dove continuò a condurre una guerriglia assai insidiosa per le Legioni romane.
Morì nel 19 d.C. ,  ma non per mano dei Romani, bensì della sua stessa gente che temeva il suo crescente potere.  Usciti di scena i  Romani, infatti, il capo dei Cherusci si trovò a fronteggiare Maroboduo, altro potente capo germanico,   Re dei Marcomanni.
Le  due  forze si scontrarono in una cruenta battaglia da cui Hermann uscì  vincitore e rafforzato e con l'aspirazione a farsi Re della Germania, ma contro la volontà dei Germani..

Ed ecco cosa disse di lui  lo storico Tacito:
"... ebbe a suo sfavore l'amore per la libertà del suo popolo, e assalito con le armi mentre combatteva con esito incerto, cadde  tradito dai suoi collaboratori. Indubbiamente  fu il liberatore della Germania,  uno che ingaggiò guerra non al popolo romano ai suoi inizi, come altri re e comandanti, ma ad un Impero nel suo massimo splendore. Ebbe fortuna alterna in battaglia, ma non fu vinto in guerra. Visse trentasette anni e per dodici fu potente. Anche ora è cantato nelle saghe dei barbari, ignorato nelle storie dei Greci che ammirano solo le  proprie imprese, da noi Romani non è celebrato ancora come si dovrebbe, noi  che mentre esaltiamo l'antichità  non badiamo ai fatti recenti."

Hermann....  Arminio, dal latino Arminius,  significa "uomo dell'esercito" o "guerriero" e fu preso ben presto elevato  a simbolo della lotta dei popoli germanici contro Roma.

 

 

 

 

 

 

Una nuova saga: Le 3 "A" Amore - Avventura - Azione

IL RAIS

 

 

 

 

Il forte interesse e la grande ammirazione verso tutto ciò che era Orientale, creò nel XIX secolo uno dei capitoli più complessi della storia intellettuale europea.
Si trattò di un fenomeno assai diffuso a causa dello spiccato interesse per tutto quanto fosse orientale e per alcune caratteristiche in particolare: l’arte, la falconeria, i divertimenti (soprattutto danza del ventre).
Si giunse perfino a deporre l’abito europeo per preferire quello orientale. Molte personalità lo fecero: il pittore David, l’archeologo Belzoni, l’avventuriero Laurence d’Arabia, per citarne solo alcuni.
Si trascurarono, però, alcuni degli aspetti fondamentali di quella cultura; a volte si finì anche per ironizzarne.
Mancò spesso il rispetto per una cultura considerata piuttosto folkloristica e quel che è peggio, si trascurò la condizione assai precaria che la donna (salvo poche eccezioni) ricopriva in quella società.
Ossessione per una terra ed una cultura che, in fondo, non si conosceva affatto, ma che spinse tanti europei a travestirsi da arabi…

In queste vicende, infatti, non si incontreranno solamente figure storiche realmente esistite, ma anche personaggi partoriti dalla fantasia, perché il tema principale e:

AMORE - PASSIONE - FASCINO - AVVENTURA - AZIONE -  MISTERO -  FANTASIA -  STORIA 

 

Meglio leggere 5 volte lo stesso libro o 5 libri diversi?

E' incredibile come un libro riletto a distanza di un anno sembri completamente diverso.
Alcuni libri alla seconda lettura ci guadagnano molto; ci mostrano cose nuove, ci svelano nuovi significati. Altri, invece, ci danno addirittura la sensazione di aver sprecato del tempo. Il libro, infatti, "vive" solo fino a quando è capace di catturarci e commuoverci con qualcosa di nuovo e di diverso. 
Spesso il libro, superficiale e povero,  esaurisce la sua "vitalità" già alla prima lettura; il libro, invece, che ha la capacità di lasciarsi leggere per più volte, è sicuramente in grado di lasciare tracce nel lettore.
L'autentico piacere di leggere un libro sta proprio nel suo potere di catturaci ad  ogni lettura con emozioni nuove e diverse e di sollecitare il nostro interesse.

 

 

 

RIFLESSIONI - Babbo Natale... e Gesù Bambino?

 

 

 

E' Natale, ma vedo intorno a me più alberi addobbati che presepi... sento più di frequente il suono dei campanelli della slitta di Babbo Natale che quello della zampogna dei pastori...  Mi chiedo: "Il Natale tradizionale ha fatto il suo corso?"

 

 

 

 

 

RIFLESSIONI - Horo- Bambino e Gesù-Bambino

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Horo-Bambino e Gesù-Bambino: i due Salvatori del Mondo per eccellenza.
Il primo, attore di eventi terreni appartenenti ad un passato assai remoto (se ne parlava già nel 2500 a.C.)  e il secondo, ad un passato remoto assai più recente. (2000 anni fa)
Il primo, Horo-Bambino, destinato  a riportare nel mondo la MA'AT, ossia la "Giustizia e l'Ordine Cosmico"  perturbati dalla violenza e dal disordine provocati da Seth, Signore delle Tempeste.
Il secondo, Gesù-Bambino, inviato ad attuare la   BUONA NOVELLA, ossia la Giustizia e l'Uguaglianza, perturbate dalle miserie e dagli errori dell'uomo spinti dall'azione di Satana. (notare: SETH  e  SATANA).
Ad annunciare l'arrivo del primo, Horo-Bambino, è la comparsa all'orizzonte, ad Oriente, di Sothis, la Rilucente Stella, che annuncia l'Avvento del Nuovo Anno e di una Nuova Era di Pace, Giustizia ed Ordine.
Ad annunciare l'arrivo del secondo, di Gesù-Bambino, è la comparsa della Stella Cometa, sempre ad Oriente, che annuncia una Nuova Epoca di Pace e Giustizia.

Non solo le circostanze di tale Avvento sono comuni ai due, ma anche il luogo della nascita:
in una "grotta" nasce Gesù-Bambino e in un "cespuglio", nasce Horo-Bambino.
In realtà, quella "grotta" era un CLAN, ossia un Caravan-serraglio, una sorta di albergo, alla periferia della cittadina di Betlemme e il "cespuglio" era il CHEMMIS, un boschetto in prossimità della cittadina di Buto.
Il concetto del   "Salvatore del Mondo"  che giace piccolo, indifeso e indigente  in un posto selvaggio ed inospitale è presente in molte Religioni: dall'India alla Mesopotamia, dalla Persia a Roma.
Saggi e Re, Angeli e pastori vanno a rendere omaggio e ad annunciare la  Buona Novella: Gasparre, Melchiorre e Baldassarre, sono i Re-Magi che accorrono da Gesù-Bambino mentre Thot é il Grande Mago che si precipita a soccorrere Horo-Bambino. 
Concetto che incontriamo nei canti natalizi che celebrano Gesù-Bambino, come nei Testi delle Piramidi che celebrano Horo-Bambino:
                "Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo
                   e vieni in una grotta, al freddo e al gelo..."

ma anche:
                 "Ah, Horus, figlio mio! Giaci con la febbre in luogo solitario.
                   Non c'è acqua qui, per spegnere il fuoco..."

 

 

 

 

Da dove arriva il successo di politici così mediocri?

Dal suo tipo di elettorato, naturalmente e l'elettorato è composto di uomini e l'uomo ha bisogno, disperato bisogno, di specchiarsi nella grandezza, nel valore o nel successo di "qualcuno".
Questo gli impedisce di guardarsi dentro e scoprirsi mediocre e soprattutto impotente nei confronti della grandezza di quel "qualcuno": scoprirlo lo renderebbe depresso e anche un po' arrabbiato... rabbia e depressione che, qualche volta, riescono a spingerlo verso la ribellione.
Più spesso, però, è appagato, contento e cieco.... impantanato com'é nella propria mediocrità.
Ieri quel "qualcuno" era il Re o il Nobile Signore, oggi, in tempi di democrazia, spenti il fascino per la gloria del Re, ecco sorgere il fascino per la vittoria elettorale del Politico... la mediocrità della massa, però, persiste.
La massa, oggi, è costituita da soggetti poveri (non necessariamente economicamente),  insoddisfatti,  paranoici ed indifferenti ai valori di ideali e virtù;  sempre più spinti, invece, verso l'omologazione e la globalizzazione. In una parola, verso la mediocrità!
E chi, l'uomo mediocre sceglie per rappresentarlo? Un uomo politico inevitabilmente mediocre come lui!

 

Da dove arriva il detto: "La spinta di Diomede"?

E' una frase che si applica a chi si vede costretto a fare qualcosa con la forza.
Risale ad un episodio della guerra di Troia, che vede come protagonisti due eroi che ben conosciamo: Odisseo e Diomede.
Secondo un oracolo, la città sarebbe caduta se dalla cittadella fosse stato portato via il Palladio (statua della dea Atena).
Diomede e Odisseo furono scelti per l'impresa, ma ad entrare in città fu soltanto Diomede che salì sulle spalle del compagno, essendo la scala troppo corta.
Ad impresa compiuta, mentre i due eroi tornavano all'accampamento nella notte illuminata da una luna piena, l'impareggiabile Odisseo tentò un brutto tiro ai danni del compagno.
Per prendersi l'intero merito dell'impresa, egli si fece sorpassare da Diomede, che  portava la statua in spalla e sguainò la spada con l'intenzione di ucciderlo.
Alla luce della luna, però, Diomede vide la sua ombra e quella della sua spada proiettate al suolo. Subito si voltò e disarmò il compagno, più astuto di lui ma certamente meno forte. Dopo lo legò ben stretto con le mani dietro la schiena e lo spintonò a suon di calci fino alle navi.

INDO-EUROPEI... Samo tutti Semiti?

Diecimila anni fa gli uomini avevano praticamente occupato tutta la Terra, ma con una densità assai bassa ed una popolazione che non superava i sei milioni di unità.
Per l'evoluzione della specie umana, tre sono stati i fattori determinanti: il pensiero organizzato, la parola, la scrittura.
Spostiamoci nel diecimila a.C.  e cioè al periodo dell'ultima sglaciazione, corrispondente al Neolitico o all'Età del Bronzo.
Il percorso dell'evoluzione, però, fu disuguale a causa della posizione o del mancato contatto tra popolazioni. Così, ad esempio, mentre nelle zone di mare (civiltà minoica) o di fiume (civiltà egizia o mesopotamica) è già l'età dei metalli, nelle zone interne (Europa,  Italia compresa), si vive ancora nelle capanne o addirittura nelle caverne, con un dislivello di 2000 o anche 3000 anni.
Chi erano queste popolazioni?  Quali sono le origini dell'attuale Europa e del bacino mediterraneo?
Sappiamo che  seimila anni fa la popolazione indigena d'Europa era costituita da contadini e pastori pacifici ed operosi che non conosceevano l'arte della guerra, lavoravano il rame  e vivevano in una società matriarcale in cui i compiti erano divisi fra maschi e femmine.
Successivamente, però, ad ondate migratorie quasi regolari ed attraverso una violenta colonizzazione, popoli di pastori-gerrieri calati dall'Est raggiunsero lAsia centrale e meridionale e infine l'Europa e la sconvolsero totalmente.
Secondo la teoria più accreditata si trattava dei Kurgan, popolazione della regione di Urheimat, nelle pianure della Russia meridionale, la quale deve questo nome al termine russo con cui si indica un tumulo funerario utilizzato dai popoli neolitici delle steppe.
Al contrario dei pacifici e sedentari indigeni della "vecchia Europa", i Kurgan erano popoli nomadi-guerrieri, violenti e spietati conquistatori.
Dediti alla guerra ed alla conquista, sottomisero le popolazioni indigene  alle loro regole severe e patriarcali con le loro conoscenze circa la lavorazione dei metalli,  la strategia di guerra, la dotazione di armi come l'ascia da combattimento, ma soprattutto con l'addomesticamento del cavallo.
Erano gli Indo-europei, il cui nome abbiamo appreso dai libri scolastici. Da essi, si teorizza,  discendano tutte le popolazioni dell'Europa attuale e dell'Asia, fino all'India.
Calarono, come si è detto, ad ondate successive:
- prima ondata:  4000 - 3500   si spinsero fino ai Balcani e, lungo il Danubio, raggiunsero l'Ungheria settentrionale.
- seconda ondata:  3500 - 3000  proseguirono verso Ovest e sud Europa.
- terza ondata: 3000 - 2500 : raggiunsero Romania, Bulgaria e Ungeria meridionale.


I Kurgan si mescolarono alle popolazioni indigene imponendo il loro sistema di vita d'impronta patrarcale con regole dure e severe, con Diviità maschili ed intrasigenti e con un'organizzazione sociale gerarchica che vedeva a capo un Re.
Anche le lingue si mescolarono e da tale mescolanza derivano quelle che conosciamo: italiche, celtiche, germaniche, greco, armeno, indo-iranico, sanscrito, ecc.
Una vera babele di lingue!
I Kurgan, nel corso delle loro incursioni, non si limitarono a transitare attraverso i territori, ma  si  stanziarono  nei Balcani per secoli. Alcune tribù si spinsero fin nella penisola ellenica ed altre fino in quella anatolica. La fusione di quei gruppi con popolzioni indigene dette origine alla civiltà achea e ad una lingua greca primitiva e comune. Un altro gruppo si fermò in Macedonia, conservando la propria lingua, ma con intromissioni elleniche.
Nella seconda metà del secondo millennio d.C., altri gruppi ancora giunsero fino alla Dalmazia; secondo alcuni studiosi erano gli Illiri, fondatori di alcune colonie in Puglia  e Calabria.
A questo punto, forse, si rende necessaria una nota riguardo la fondamentale suddivisione delle lingue indo-europee in due gruppi: centum e satem.
Le prime, con la "c" e la "g"  di cane e gallo
Le seconde con la "c" e "g" di cesto e ginestra.
Ulteriori mescolanze avvennero con le conquiste romane prima e slave, poi.

Oltre alle lingue, si mescolarono, naturalmente, anche i geni che  dettero origine a quelle che, assai abusivamente, sono state definite "razze", quando invece, in realtà, l'uomo costituisce solo una "specie".
Per la cronaca, in Italia i "giochi" si sono fatti tutti  nell'età del bronzo, essendo la densità della popolazione così bassa da permettere ai conquistatori la possibilità di   produrre  grandi cambiamenti.

"Ex Oriente lux!"(dall'Oriente la Luce), recitavano, in tempi recenti,  Ricercatori e Studiosi di genetica. Alcuni di questi, però, spingendosi così oltre nella ricerca dei geni dei nostri avi,  finirono per gettare le basi dell'"arianesimo", causa del feroce  e devastante razzismo ed antisemitismo che conosciamo.
Come è nato l'equivoco?
Alcuni studiosi erano così soggiogati ed affascinati dalla scrittura sanscrita e dalla raccolta dei "Riy Veda", Testi Sacri induisti, in cui si parla di un popolo guerriero chiamato "aryos", ossia "signore" o "nobile", da ipotizzare che gli Indo-europei fossero i  "Signori" delle altre popolazioni.
Da ricerche e studi ulteriori si scoprì, invece, che la lingua sanscrita non solo non era affatto antecedente a quella indo-europea, ma che, al contrario, derivasse proprio da questa.  Si scoprì anche che lingue semite, come l'ugaritico, abbiano parole prestate all'indo-europeo e che,  dunque, il termine "ariano",  derivazione di "aryos",  è, in realtà,  un termine di origine semita,
Davvero un grossolano equivoco. Grossolano e devastante, come ben sappiamo, per le tragiche conseguenze che si trascinò con il Nazismo e il Fascismo.
Siamo tutti semiti, dunque?  Pare di sì!
Fino alla prossima contestazione.